LESIONI GRAVI O MORTALI

 

Si parla di incidenti gravi quando i soggetti coinvolti in qualità di vittime hanno riportato lesioni alla propria integrità fisica tali da comportare lungo degenze in ospedale, stop forzati e prolungati dal lavoro e dalle attività quotidiane e un’invalidità biologica di notevole entità.


In ambito civilistico, il settore giuridico che si occupa di dettare le regole e le procedure per conseguire la riparazione del danno, include aspetti di natura contrattuale ed extracontrattuale, il cui principio cardine, secondo cui chiunque cagiona ad altri con dolo o colpa un danno ingiusto è tenuto al risarcimento del danno, è contenuto nell’art. 2043 c.c.

Per comprendere la misura adottata dall’ordinamento perdefinire la gravità di una lesione a cui consegue il diritto al ristoro è utile riportare le gradazioni previste dagli articoli del codice penale che disciplinano e puniscono le lesioni dolose e colpose.

Sono lievissime quelle a cui consegue una malattia di durata inferiore a 20 giorni, lievi se il periodo dell’inabilità è compresa tra i 21 e i 40 giorni, gravi se l’infermità supera i 40 giorni, e gravissime quando hanno causato una deficienza fisica permanente di un senso o di un organo o hanno messo in pericolo la vita del soggetto.

Inizialmente le richieste risarcitorie vengono avanzate per giungere ad una transazione stragiudiziale, tuttavia, se è presente una distanza notevole tra la richiesta del danneggiato e l’offerta del danneggiante e del responsabile civile, è necessario avanzare domanda giudiziale.


Oltre ai danni biologici, psichici, estetici, esistenziali e morali ricollegabili all’invalidità temporanea e permanente, possono essere avanzate richieste risarcitorie patrimoniali come il danno emergente, il lucro cessante, il danno da specifica attività lavorativa, e voci di natura probabilistica come il danno da perdita di chance e il danno emergente futuro, derivanti dall’impossibilità momentanea o permanente di svolgere l’attività lavorativa da cui il soggetto trae il proprio sostentamento.


Infine, nei sinistri mortali, gli eredi dei soggetto deceduto possono chiedere anche la riparazione del danno edonistico o da perdita del rapporto parenterale.caso di
incidente stradale, queste sono le problematiche che solitamente assillano i nostri clienti e che li portano a bussare alla nostra porta.

 

La circolazione su strada di veicoli a motore è considerata un’attività rischiosa e proprio per questo il nostro ordinamento prevede l’obbligatorietà della copertura assicurativa.

Questa serve ad indennizzare chi è vittima di sinistro stradale.

Non sono rari i casi in cui il sinistro ha esito infausto, anche in questo caso è possibile ottenere tutela attraverso un congruo risarcimento agli eredi.

In caso di incidente mortale sono legittimati a chiedere il risarcimento i prossimi congiunti. Individuare costoro non è però così facile perché se è chiaro che possano chiedere tale forma di tutela il coniuge, i figli ed i genitori, non sono escluse altre figure, si tratta di soggetti che ricevono un vantaggio dal legame con il soggetto defunto, ad esempio, è riconosciuto il diritto al risarcimento del danno anche al convivente non legato dal rapporto di parentela.

Stabilisce la legge che è risarcibile sia il danno patrimoniale, sia il danno non patrimoniale legato al perturbamento causato dalla perdita del congiunto.

Le voci del danno patrimoniale sono diverse:

· E’ stabilito che le parti abbiano diritto al risarcimento dei danni patrimoniali subiti nel periodo intercorrente tra il sinistro e la morte, come le spese ospedaliere, visite specialistiche, di trasporto e funerarie.
– Il risarcimento prevede che i familiari abbiano diritto al risarcimento per il mancato supporto economico e quindi per la perdita di guadagno, la stessa viene calcolata in base a diversi criteri tra cui anche i redditi dichiarati negli anni precedenti rispetto al sinistro mortale.

· – Sempre per quanto riguarda il danno patrimoniale, deve essere calcolato il danno agli oggetti e quindi alla macchina, o altro mezzo, ma anche alle cose trasportate se le stesse hanno subito danni.

La Corte di Cassazione però nella sentenza 1361/2014, afferma che le tabelle devono essere un punto di riferimento, ma non si deve “mai confiscare il potere-dovere del giudice di apprezzare (all’occorrenza) la concretezza dei danni in merito a ciascuna differente vicenda”, ciò vuol dire che le tabelle devono essere calate nella realtà concreta ed è possibile derogare ad esse allorquando emergano circostanze che dimostrino un maggior danno.

Per quanto riguarda il Tribunale di Milano, si riportano le seguenti voci:

 

Danno non patrimoniale per la morte del congiunto

A favore di ciascun genitore per morte di un figlio da €163.990,00 a €327.990,00

A favore del figlio per la morte di un genitore da €163.990,00 a €327.990,00

A favore del coniuge non separato o del convivente da €163.990,00 a €327.990,00

A favore del fratello per morte di un fratello da €23.740,00 a €142.420,00

A favore del nonno per morte di un nipote da €23.740,00 a €142.420,00

 

La Suprema Corte, inoltre, nella sentenza 5056 del 4 marzo 2014 ha riconosciuto agli eredi anche il diritto al risarcimento del danno biologico (danno all’integrità fisica) dell’ormai defunto, ciò nonostante il congiunto in seguito al sinistro sia morto in breve tempo, nel caso in oggetto erano passate 3 ore. In passato la giurisprudenza aveva negato tale risarcimento in quanto la morte immediata non darebbe luogo alla nascita del diritto al risarcimento per la perdita della salute.

Come si evince, in caso di incidente mortale sono molti i fatti da tenere in considerazione per calcolare il risarcimento del danno.

 

 

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